La scelta di un libro

Ripercorrendo la carriera di consumatore di libri ho notato che la scelta dei volumi era di volta in volta legata ad una curiosa strategia, mai definitiva o categorica ma sicuramente imperante. Ecco alcune delle fasi che hanno avuto una durata significativa ordinate per periodo storico (non esattamente delle ere..)

  • monografie complete di un singolo autore - vittime designate: Gabriel Garcia Marquez, Jack Kerouac, John Steinbech, Cesare Pavese, Josè Saramago, Jorge Amado, Hermann Hesse, Jorge Luis Borges, Italo Calvino
  • area geografica di provenienza - sudamerica
  • casa editrice - nell’ordine: Sellerio, Einaudi, adelphi, Feltrinelli, Marcos y Marcos, Feltrinelli (permane)
  • autori che scrivono sulle città visitate nei miei viaggi
  • grafica della copertina - breve lettura di una pagina a caso

Ora basterebbe ordinare i libri in questa mensola e avrei sicuramente un risultato!

Un approfondimento sull’ultimo punto è doveroso. Il design legato all’editoria mi ha sempre affascinato. Come non soffermarsi sulla dimensione del libro, il tipo di carta, il colore del dorso e la grandezza e stile dei caratteri. La copertina rappresenta un’ulteriore chiave di lettura sulla linea editoriale e lo stile della casa editrice rispetto a quella particolare collana.  Se un libro mi piace inizio a percorrere tutta la rete di connessioni partendo dalle informazioni presenti, alla ricerca di nuovi ed ulteriori significati, oltre la bellezza del contenuto.

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Un piccolo esempio: Banana Yoshimoto - N.P.
collana “I Canguri/Feltrinelli” - il titolo della collana apre ad alcune possibili riflessioni, vi rimando a wikipedia. Impostazione grafica Unimark International, fondata nel 1965 con il contributo di Bob Noorda, sicuramente un innovatore nel campo della grafica in Italia, creatore di molti loghi e campagne pubblicitarie ed informative che quotidianamente possiamo intercettare. In copertina: foto di Irving Penn, 1983 - So This is all up to now. Like the hat you see. Unfinished. Irving Penn è il fotografo che mi ha fatto conoscere la forza del contrasto e la bellezza del bianco. Questo un suo pensiero: “A good photograph is one that communicates a fact, touches the heart and leaves the viewer a changed person for having seen it. It is, in a word, effective.”

E a completare il tutto i segni lasciati dal tempo e dai lettori. Come vi appare ora questo libro?


4 Responses to “La scelta di un libro”

  • 1 Serena Says:

    Molto interessante riuscire a ripercorrere un cammino di lettura! Nel mio approccio non esiste un reale filo logico, perlomeno non evidente. Ho sempre letto di tutto. Negli ultimi dieci anni ho mostrato uno smodato amore per l’Economica Feltrinelli (qui spiego il perchè). Possiedo anche io N.P., pubblicato però nella collana Economica Feltrinelli; questa è la copertina. Nelle ultime 50 pagine, la parte superiore è spiegazzata, c’è una macchia, probabilmente il libro è caduto in acqua… non ricordo se sono stata io in uno dei miei momenti di relax-lettura nella vasca da bagno oppure il colpevole è qualcuno a cui l’ho prestato… ;-)
    Ti lascio il link al sito ufficiale di Banana Yoshimoto, in cui è possibile visualizzare tutte le copertine dei suoi libri editi in Europa, Asia e America… ne esistono davvero una varietà notevole!

  • 2 pani Says:

    c’è stato un tempo…che pure io andavo per monografie complete di un singolo autore: Joseph Roth, Marquez, Amado, Steinbech. Stavo ripetendomi con alcuni autori moderni, ad esempio Lansdale. POi ho capito che la lettura di ulteriori suoi lavori non mi avrebbe portato nulla se non qualche ora di svago e quindi ho smesso di leggerlo. La mia è una libreria disordinata e senza filo logico, in pratica c’è di tutto, dai testi in lingua ai fumetti, dai classici ai contemporanei. Ecco, forse gli italiani scarseggiano. Probabilmente considero il libro come un viaggio e quindi mi piace calarmi in realtà distanti.
    Le copertine seguono la moda e sono poche quelle che restano immutate nel tempo. Forse un caso unico è Il Giovane Holden di Salinger, quasi totalmente bianco da sempre. Un’altro caso unico sono i libri dell’Adelphi che molti acquistano solo perché fanno arredamento. Gli oscar mondadori invece cambiano ogni dieci anni circa e alcuni libri ti verrebbe voglia di ricomprarli. Un tempo piaceva anche a me Feltrinelli, adesso un po’ meno, lo trovo troppo colorato, come una donna impregnata di profumo che invece di attrarti ti respinge.
    Prima dell’acquisto io guardo con cura com’è stampato, la grandezza dei caratteri, i bordi, la rilegatura. Insomma, confesso che mi sono perso molti autori per la scarsa qualità del libro

  • 3 Davide Says:

    @ serena: davvero una notevole varietà di copertine. Si potrebbe organizzare la collezione di tutte le opere di un libro che si ama particolarmente. Ammetto … da maniaci :-) e … ammetto, ho già iniziato!

    Su questo blog puoi trovare un’interessante raccolta di immagini di copertine, ne esistono di meravigliose!

  • 4 Davide Says:

    @ pani:un libro che potrebbe rappresentare un valido termine di paragone è “Il giro del giorno in ottanta mondi” di Julio Cortázar, edizione Alet

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