Rimanere … in prossimità
Nelle nostre giornate aleggia spesso un pensiero che si forma, si arricchisce per assonanze, diventa concreto e ci spinge a comunicarlo. Pensiero della settimana: “un cambiamento, una soluzione ad un problema è possibile solo se interviene un elemento esterno?”.
Questo lo strano contorno di eventi/elementi che hanno contribuito alla sua genesi:
- il Workshop con Eia Asen dal titolo “La terapia Multifamiliare e il Lavoro di Rete come strumenti di intervento nelle situazioni complesse”
- l’incontro di approfondimento sul tema del bullismo e della mediazione dei conflitti dal titolo ” Conflitti nella scuola” condotto dalla Dott.ssa Federica Brunelli e la Dott.ssa Luana De Stasio della Cooperativa DIKE per la mediazione dei conflitti di Milano e dalla Dott.ssa Lina Porta - ASL provincia di Sondrio - Consultorio Familiare.
- la lettura del libro “L’uomo che sapeva contare” di Malba Tahan
- il prodotto “Le Clochard Quilt Cover”
Ammetto, apparentemente si tratta di esperienze, ambiti, temi e concetti distanti. In realtà questi arricchimenti mi hanno portato a riflettere sul passaggio dal “conflitto” al “consenso”. Partendo dal prodotto “Le Clochard Quilt Cover” confesso di aver provato un certo disagio per la scelta di questa azienda fino a quando ho scoperto che parte dei proventi delle vendite andranno ad una associazione che si occupa di giovani senzatetto. Qualcosa di esterno all’immagine che ha originato il “problema” - “sono in difficoltà pensando che si possa accostare un comodo e caldo letto a freddi cartoni e alla povertà” ha in parte ristrutturato il mio pensiero e i miei sentimenti.
Nel libro di Malba Tahan questo “oggetto esterno” assume forme diverse, ad esempio quella di un cammello. Si narra di come “l’uomo che sapeva contare” risolva il problema di un’eredità: tre fratelli devono ricevere trentacinque cammelli in queste proporzioni: la metà al maggiore (17,5), un terzo al fratello Hamed ( 11,66..) e la nona parte al minore (3,88..). Il matematico aggiunge all’eredità il suo cammello e procede alla divisione: 18 cammelli al maggiore, 12 al secondo, 4 al più giovane. Ogni fratello ne riceve un numero maggiore e il matematico si ritrova con 2 cammelli (18+12+4 =34).
Quando ci si trova in una situazione di conflitto, diventa importante non fermarsi al pregiudizio, all’apparenza. Occorre accogliere e ricercare letture e punti di vista diversi, approfondendo la conoscenza e modificando gli approcci e la distanza dal problema. Questo ci aiuta a comprendere ed affrontare la molteplicità e la diversità che il mondo quotidianamente ci propone. A volte la soluzione è semplicemente l’accordo su una diversa descrizione del problema.


3 Responses to “Rimanere … in prossimità”
October 3rd, 2008 saat: 15:58
c’è molto su cui riflettere in questo post. Tanto (e da prendere nota per la prossima incursione in una libreria, grazie)
October 10th, 2008 saat: 22:42
è vero, c’è molto da riflettere e anche da scervellarsi. Io ho un paio di libri che spiegano la matematica in modo divertente, rapportata alla quotidianità. Ed è sorprendente vedere come si possa “giocare” con i numeri, condizionando anche l’opinione pubblica.
November 4th, 2008 saat: 18:14
Leggendo/studiando il testo Attraverso Bateson. Ecologia della mente e relazioni sociali (a cura di Sergio Manghi), un passaggio che forse può ricollegarsi al tuo post:
Se troverò altri spunti, condividerò qui
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